Pomaretto: territorio e storia

“Appena usciti da Perosa ecco stendersi dinanzi a noi il superbo anfiteatro di Pomaretto coi suoi rinomati vigneti, le sue belle praterie, le graziose ville che vanno adornando il paese da qualche anno a questa parte.”
(Giuseppe Sallen, 1908)

Il Comune deriva il suo nome dalle vaste culture di meli, che un tempo coprivano le sue ridenti colline: sullo stemma comunale sono infatti raffigurati sette pomi d’oro insieme ad una mitria d’argento, ad indicare anche una terra infeudata. Situata alla confluenza delle due valli, in uno splendido anfiteatro naturale, Pomaretto è praticamente la porta della Val Germanasca un tempo fortificata da ambedue i lati: sulla sinistra orografica si ergeva infatti la Torre delle Banchette e sulla destre il Fort Luis, in una rimarchevole posizione strategica.
La dominano da un lato la Punta Tre valli (m1639), rivestita da boschi, punto di convergenza di tre valli (Val Pragelato, Val Perosa e Val S. Martino) e per alcuni secoli confine di stato dall’altro il poggio del Forte.

Il Comune è circondato da colline poste a mezzogiorno coltivate a vigneti, da cui si ricava il rinomato e ricercato Ramìe, un vino rosso intenso e di buona gradazione alcolica, oggi a denominazione di origine controllata Pinerolese Ramìe. Altro prodotto tipico del luogo è il Barathier, un elisir inventato nel 1905 da Giacomo Bernard, che lo aveva ricavato dall’infusione in acqua ed alcool di sette varietà di piante.